“Fragili Ali, mostra personale dell’artista Sabrina Marotta presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza

 La Biblioteca Nazionale di Cosenza nei suoi compiti istituzionali di catalogazione, conservazione, fruizione e diffusione del patrimonio librario posseduto, ha intensificato la sua presenza attiva nella comunità in cui opera  , divenendo collante ideale tra cultura e territorio. Mostre d’arte, concerti, performance teatrali rappresentano quanto una Biblioteca  può svolgere in questo ambito.  In quest’ottica nasce l’idea della mostra dell’artista Sabrina Marotta che da diversi anni si occupa di arte e cultura e che porta all’interno della Biblioteca Nazionale il suo mondo “visionario” fatto di frammenti di vita vissuta, di resilienza, di battaglie combattute che l’hanno vista vincere e altre volte perdere ma, principalmente, resistere ad ogni costo e nonostante tutto. Una ricerca artistica fortemente legata al territorio e anche legata alle vicissitudini della nostra strana epoca. E’ nata cosi l’idea di rappresentare voli su fragili ali, rovi, foreste fantasma, ponti  che non collegano nulla e non portano da nessuna parteL’ idea del volo ha una qualità archetipica legata al desiderio, innato nell’uomo, di superare se stesso ed i propri limiti per seguire le proprie passioni e le proprie idee; rovi, grovigli, strade senza uscita rappresentano la difficoltà immane di realizzare questo desiderio.

Le opere sono state realizzate dal 2020 al 2022, anni difficili che ci hanno costretti ad affrontare una pandemia e a vedere una guerra alle porte. Nelle opere di Sabrina Marotta si frantumano pensieri, sentimenti, visioni, immagini e nasce una esigenza assoluta di rimettere insieme i pezzi, ricostruire un mondo in cui poter trovare sollievo e innalzarsi al di sopra di tutto quello che trascina verso il basso. Sono voli difficili e faticosi su fragili ali che però hanno la forza della creatività e la leggerezza di anime pure. Chine, acquerelli, acrilici, origami, linoleografie fanno danzare, su fogli e tele, una faticosissima maieutica, faticosa ma necessaria, vitale e ineluttabile. Tecniche antiche rivivono con tutta la loro forza, tentano disperatamente di ricreare un mondo di immagini che raccolgono e tengono insieme i frammenti di un mondo che va in pezzi. Non ci sono certezze, non c'e' equilibrio, solo un primordiale istinto di sopravvivenza, in qualche modo forse anche l'illusione di sopravvivere a se stessi. In un mondo soffocato talvolta dal digitale, multimediale, delle reti telematiche, riaffiora la necessità fisiologia di un rapporto diretto, fisico, arcaico con l'arte e gli strumenti più rudimentali per esprimere le proprie visioni. Non è un negare o demonizzare la tecnologia, probabilmente è solo un modo di recuperare le proprie origini, recuperare un discorso intimo e originario con la vera essenza del proprio essere e del proprio appartenere ad un mondo fatto di anima e materia, corpo e pensiero, reale e virtuale. C’ è inoltre  un dialogo continuo con grandi artiste del passato quali Louise Nevelson, Yayoi Kusama, Ruth Asawa, Louise Bourgeois, la chiara sensazione di un sentire comune in cui è forte il pensiero di genere, la potenza dell’essenza creativa femminile.

La mostra è stata introdotta da un convegno al quale hanno partecipato il dott.re, Massimo De Buon,. Direttore della Biblioteca che, da padrone di casa, ha dato il benvenuto a tutti i presenti ribadendo la vocazione della Biblioteca di farsi volano di eventi culturali di varia natura, tra cui mostre d’arte. In seguito la dott.ssa Manuela Stranges ,Ricercatrice di Demografia e Vice Direttrice del Centro Women's Studies UNICAL "Milly Villa",  ha parlato di come nelle opere di Sabrina Marotta  si fondono sapientemente tecniche e materiali diversi per affrontare temi sociali e umani rilevanti. Quadri che parlano, raccontando l'esperienza umana e i suoi dualismi, dal senso di solitudine alla ricerca del dialogo, dallo sconforto alla resilienza. Ha parlato inoltre del mondo dell'arte al femminile e della sottorappresentazione delle artiste nei libri di testo e nella storia, lacune che vanno colmate per avere un quadro finalmente completo ed oggettivo della storia dell’arte. A seguire è intervenuta Mimma Pasqua, nota critica d'Arte, che ha letto un testo  da lei scritto intitolato : “Sabrina Marotta e l'arte di ricucire frammenti”, nel quale spiega come nelle sue opere, l 'uso del colore a tinte forti reclama con prepotenza lo sguardo mentre segni intenzionalmente marcati si protendono a formare ponti, segni individuati come trame dell'esistere .Il segno grafico offre reticolati, agganci di sostegno al reale sempre fuggevole e quindi mutevole. L'aderenza al reale è sempre presente anche quando sembra suggerita solo da parti frammentarie estratte da un contesto vissuto come pericoloso. È allora che si fa urgente la necessità del volo. La leggerezza così acquisita permette lo sguardo impietoso dall'alto in un tentativo di autocoscienza liberatoria che non sappiamo quanto risolto ma che sicuramente dà un esito positivo dal punto di vista grafico e pittorico.

Francesco Caravetta antropologo, scrittore e ideatore del sito web http://www.antichidelitti.it/, si è prestato al ruolo di moderatore presentando i relatori e individuando anche delle affinità tra la sua ricerca di antichi delitti e il senso della morte presente nei suoi testi che si ritrova anche nelle opere di Sabrina Marotta. Apprezzati sono stati anche gli interventi dell’artista Alfredo Granata che ha sottolineato la necessità del confronto tra artisti che può arricchire, dare spunti di riflessione ed essere motore di creatività condivisa, è come è successo confrontantosi costantemente, con l’artista che espone, pur vivendo in un territorio difficile da sollecitare dal punto di vista culturale. Ultimo intervento è stato affidato a Luigi Magli, già professore di pittura presso l’ Accademia di Belle arti di Catanzaro  che ha seguito gli anni di formazione artistica di Sabrina Marotta, ricordandola affettuosamente come studentessa intellettualmente vivace e con una vena polemica, sempre comunque rispettosa e aperta al dialogo e alla riflessione.

La mostra inaugurata il 6 luglio alle ore 10,30, resterà aperta fino al 18 luglio, dalle ore 9.00 alle 13.00, esclusi sabato e domenica.

Il comunicato stampa relativo alla mostra “Fragili Ali” è presente sia sul sito della Biblioteca Nazionale di Cosenza che su quello del Ministero dei Beni Culturali.


 

 

FRAGILI ALI

Mostra  aperta dal

6 luglio-18 luglio 2022

Inaugurazione 6 luglio ore 10,30

Orari apertura 9.00 – 13.00 da lunedì a venerdì

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